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Modello matematico del paziente diabetico tipo 2 in trattamento con insulina

by Dott. Ferdinando Carotenuto on gennaio 12th, 2021

Molti pazienti diabetici tipo 2 sono in trattamento con insulina e utilizzano la rapida a colazione, pranzo e cena e quella lenta la sera.

Cerchiamo di capire la dinamica di questi eventi.

incominciamo col dire che il paziente diabetico produce una certa quantità di insulina che però si dimostra insufficiente ad abbassare la glicemia dopo il pasto.

per tale motivo bisogna aggiungere un’altra quota di insulina rapida che sarà calcolata in base alla quantità di carboidrati introdotti e anche del valore dell’insulino resistenza di quel soggetto

tale dose è associata alla quantità di lenta che nelle tre ore viene inviata in circolo e si somma alla rapida

in parole povere abbiamo tre quote:una quella prodotta dall’organismo che chiameremo  X,  una seconda che è quella rapida che chiameremo Y e una terza,quella lenta, che chiameremo Z

alla luce di questo quadro dobbiamo cercare di capire come è possibile modificarlo,diminuendo sia la quota Y che quella Z.

la prima cosa da fare è quella di poter aumentare la quota X, in modo da aver bisogno di una minore quantità della quota Y

per poterlo fare dobbiamo aumentare la produzione endogena di incretine sia di GIP,prodotte dalle cellule K del duodeno, e sia di GLP1,prodotte dalle cellule ELLE dell’ultimo tratto del tenue e della prima parte del colon

in questo modo avremo una maggiore stimolazione delle cellule Beta,produttrici di insulina, associata a un maggiore trofismo che si traduce nel tempo in un aumento della popolazione cellulare.avremo anche una maggiore stimolazione delle Alfa,che si traduce in un aumento della produzione di GLP1 che con effetto paracrino va a stimolare le Beta.inoltre viene soppressa la formazione di glucagone,che è causa di insulinoresistenza come ormone controinsulare

la maggiore produzione di insulina da parte delle cellule beta derivante da una maggiore stimolazione e da un aumento della popolazione cellulare,consente una marcata riduzione della quota Y, anche perchè,in questo modo,è diminuita l’insulinoresistenza

procedendo giorno dopo giorno con una maggiore risposta incretinica, vedremo ridurre la quota Y (insulina rapida) fino ad arrivare a Zero

a questo punto ci resta solo da eliminare la quota di lenta e lo faremo con lo stesso metodo, sempre con l’incremento di produzione delle incretine GIP e GLP1

siamo arrivati al punto di chiarire in che modo è possibile aumentare la produzione endogena delle incretine

il primo punto è quello di aumentare la stimolazione vagale legata alla masticazione

tale stimolazione porta a una maggiore produzione di GIP e di GLP1

per poter aumentare durante il giorno il numero degli atti masticatori dobbiamo aumentare il consumo di alimenti che obbligano a farlo come le verdure e gli ortaggi e tutti gli altri cibi ricchi di fibre evitando quelli raffinati

l’elenco degli alimenti da utilizzare li troverete sempre sul sito nell’articolo dieta per diabetici

una seconda possibilità è data dalla maggiore stimolazione da contatto con le cellule  ELLE,produttrici di GLP1

il solo modo di farlo è quello di utilizzare i cibi ricchi di fibre che consentono attraverso le fibre solubili,in esse presenti di formare un gel che ne impedisce l’assorbimento e che consente di far arrivare parte del cibo nell’ultimo tratto del tenue

in questo modo le cellule beta aumentano la produzione sia per la maggiore stimolazione e sia per l’aumento della popolazione cellulare, arrivando a ristabilire un normale rapporto delle cellule BETA  ALFA che si era alterato e aveva determinato la comparsa del diabete tipo2

solo invertendo la strategia dietetica sarà possibile ridurre a mano a mano la quotaY e quella Z

chi utilizza tale schema, basato sul ragionamento appena descritto, vedrà che il paziente, settimana dopo settimana, potrà ridurre la sua quota di Y, per poi far scomparire anche quella Z.

se invece si continua con la sola dieta attualmente usata,scarsamente incretinomimetica,la situazione non cambia, anche se sarà possibile introdurre l’analogo del GLP1 che comunque non consentirà di poter fare a meno dei farmaci dal momento che non ci sarà mai una stimolazione sufficiente nella produzione incretinica, cosa che potrà essere fatto lo stesso anche se si passa all’associazione lenta più analogo

in questo modo sarà possibile prima ridurre la lenta e in un secondo tempo l’analogo. a breve chiarirò i vari passaggi

e

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