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Diabete tipo 2: tutte le modalità di trattamento

by Dott. Ferdinando Carotenuto on Aprile 5th, 2022

Ai colleghi di Medicina Generale e ai Diabetologi

Ho pensato di illustrare le diverse modalità di trattamento dei soggetti con diabete tipo 2, cominciando da quelli che sono tolleranti alla Metformina per poi passare a quelli che sono intolleranti.

 

Pazienti tolleranti alla Metformina

Prima modalità:

  • Usare Slowmet 1000 mattina e sera e verificare se si raggiungono valori normali di glicemia a digiuno la mattina.
  • Se il valore è superiore al normale aggiungere un’ insulina lenta come Toujeo, aumentando di 2 unità se i valori sono al di sopra di 130 per poi passare a 1 unità al di sotto di tale valore. Procedere fino a raggiungere un valore al di sotto di 100.

Come si vede la procedura adottata è semplice per il medico e anche per il paziente, perché facile da comprendere e da adottare. Per saperne di più è possibile anche calcolare l’indice di HOMA: se uguale a uno il soggetto è solo insulino resistente, se invece al di sotto di uno è anche un ipoproduttore. La spiegazione è che se al di sotto di uno sono state interessate le cellule alfa normali che sono quelle utilizzate dall’analogo GLP1.

questa informazione ci consente così di sapere se il soggetto è solo insulino resistente oppure  anche un ipoproduttore

nel primo caso procedere come sopra indicato;nel secondo caso sappiamo che si può procedere come sopra oppure in alternativa con le seguenti modalità.

1) slowmet 1000 mattina e sera. aggiungere un inibitore delle DPP4 e Insulina lenta come toujeo da aumentare fino a raggiungere un valore normale.mantenersi poco al di sotto di 100.

2)slowmet 1000 mattina e sera. aggiungere un analogo come liraglutide,dulaglutide,o semaglutide e aggiungere insulina lenta come toujeo fino a raggiungere un valore al di sotto di 100

3)lo stesso come sopra e aggiungere una glifozina oltre a una insulina lenta fino a raggiungere un valore al di sotto di 100

 

 Soggetti intolleranti alla Metformina

Prima modalità:

  • usare l’analogo e asssociarlo all’insulina lenta come TOUJEO e procedere fino a raggiungere un valore normale al di sotto di 100
  • a questo punto verificare l’indice di HOMA- se uguale a uno vuol dire che il soggetto è solo insulino resistente  e un normoproduttore, se invece il valore è inferiore a uno vuol dire che è un ipoproduttore
  • primo caso: solo insulino resistente e normo produttore di insulina
  • utilizzare solo l’insulina e aumentarla fino ad arrivare ad un valore al di sotto di 100
  • secondo caso:insulino resistente e ipoproduttore- tutte le modalità
  • prima modalità:utilizzare un inibitore delle DPP4 come sitagliptin a cui va aggiunta l’insulina lenta da aumentare fino
  • ad arrivare a un valore al di sotto di 100
  • seconda modalità:usare l’analogo come dulaglutide e associarlo a insulina lenta, aumentando le unità fino a raggiungere un valore normale
  • terza modalità.usare una glifozina e associarla a insulina lenta, seguendo lo schema sopra riportato
  • A questo punto il medico dispone di tutte le modalità per normalizzare la glicemia. Seguendo questo schema, che può essere adottato anche dai medici di base, avremo un aumento sensibile dei soggetti diabetici compensati, cosa che questo non avviene perché i medici di base sono fuori da questo circuito e i diabetologi hanno un numero ridotto di interventi oltre a non avere lo schema che ho riportato. Sarebbe opportuno poter trattare la fisiologia e la fisiopatologia  dell’omeostasi glicemica per poter comprendere la base su cui  poggia lo schema descritto, ma questo discorso può essere lasciato solo agli addetti ai lavori, dal momento che anche senza di esso si potranno raggiungere gli stessi risultati.

In questa sede però possiamo fornire almeno una spiegazione molto più semplice:

  • il soggetto normale è un normosensibile all’insulina, quindi non insulino resistente, e un normoproduttore di insulina;
  • il soggetto diabetico invece un insulino resistente, o un insulino resistente e un ipoproduttore.

Correggendo con i farmaci sopra indicati i due difetti il soggetto diventa simile a un soggetto normale.

lo schema presentato esamina solo le modalità che utilizzano la sola insulina lenta, asssociata agli altri farmaci

è possibile però anche utilizzare lo schema delle tre rapide con la lenta

trattamento con l’insulina lenta e le tre rapide

utilizzare la lenta per coprire l’insulino resistenza e a pranzo aggiungere l’insulina rapida, seguendo tale modalità

calcolare che una unità copre 10 grammi di carboidrati, per cui per 100 grammi bisogna calcolare 10 unità

si tenga presente che in genere le beta ne producono la metà per cui bisogna aggiungerne  5

se dopo tre ore il valore è più alto bisogna fare il calcolo che le beta ne producono il 40%

solo procedendo in questo modo si potrà dare la giusta quantità di insulina

credo di aver presentato un quadro completo del trattamento dei soggetti con diabete tipo 2,omettendo però il capitolo degli ipoglicemizzanti orali e il capitolo del diabete autoimmune che non bisogna farsi sfuggire

basta sospettarlo se il soggetto è magro e se viene confermato dall’indice di HOMA che mostra l’assenza dell’insulino resistenza

e la presenza degli anticopi anti GADA e che va trattato con un inibitore delle DPP4 che aumenta la produzione d’insulina,tanto più se si fa una dieta ad alta capacità incretinomimetica di GIP e GLP1

sono a disposizione dei colleghi per chiarimenti

ferdinando carotenuto  3382692965 boscoreale napoli

From → Senza Categoria

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