{"id":1970,"date":"2024-01-18T06:00:00","date_gmt":"2024-01-18T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diabeteeipertensione.it\/?p=1970"},"modified":"2024-08-31T10:59:34","modified_gmt":"2024-08-31T09:59:34","slug":"il-diabete-di-tipo-due-normalizzato-in-due-settimane-terapia-e-farmaci-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diabeteeipertensione.it\/?p=1970","title":{"rendered":"Fisiologia e Fisiopatologia dell&#8217;omeostasi glicemica"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"has-medium-font-size\"><br \/><strong>Fisiopatologia e fisiologia dell\u2019omeostasi glicemica<\/strong><br \/><strong>Dopo aver indicato le varie modalit\u00e0 che consentono di normalizzare la glicemia si rende necessario una descrizione della fisiologia e della fisiopatologia dell&#8217;omeostasi glicemica che non sempre viene tenuta presente. In condizioni fisiologiche abbiamo una quantit\u00e0 normale di cellule alfa produttrici di glucagone che producono una quantit\u00e0 di glucosio da compensare quanto consumato. Con l&#8217;introduzione del cibo si ha un aumento della glicemia che porta alla produzione di insulina sia per contatto diretto con le cellule beta, sia per la via incretinica; l&#8217;insulina prodotta deve prima coprire le cellule alfa e lo fa per via paracrina; la quantit\u00e0 in pi\u00f9 raggiunge il circolo e raggiunge gli organi bersaglio come fegato, muscoli e tessuto adiposo.<br \/>Nel caso del fegato, il glucosio passa all&#8217;interno di esso per differenza di concentrazione che viene amplificata dall&#8217;azione dell&#8217;insulina che attiva le glucokinasi che in questo modo riducono la concentrazione di glucosio all&#8217;interno della cellula epatica, ripristinando cos\u00ec la differenza di concentrazione.<\/strong><br \/><strong>Si capisce che dove c&#8217;\u00e8 il maggior numero di cellule alfa (\u00e8 questa l&#8217;insulino resistenza) parte dell&#8217;insulina prodotta ,anzich\u00e9 andare in circolo, deve provvedere a bloccare le alfa in pi\u00f9, e riducendo l&#8217;insulina che va in circolo sugli organi bersaglio, per cui per normalizzare la produzione dobbiamo bloccare le alfa farmacologicamente o con l&#8217;insulina lenta o con la metformina. Nel diabete tipo 2 il problema \u00e8 sia quello di bloccare le cellule alfa in pi\u00f9 sia quello poi di normalizzare la produzione di insulina delle cellule beta e questo lo possiamo fare o con la rapida data dall&#8217;esterno, oppure con un inibitore delle dpp4.<br \/>Purtroppo molte volte il risultato \u00e8 deficitario per cui dobbiamo compensare con l&#8217;analogo GLP1 che funziona se si trova ad agire sulle alfa fisiologiche, cosa possibile se \u00e8 stata coperta del tutto l&#8217;insulino resistenza. La novit\u00e0 \u00e8 che questa azione \u00e8 svolta anche dalla metformina che ha un effetto insulino sensibilizzante se agisce sulle alfa dell&#8217;insulino resistenza, ha invece un effetto simil analogo GLP1 se agisce sulle alfa fisiologiche, cosa questa possibile aumentando l&#8217;insulina lenta che sposta la metformina nella zona delle alfa fisiologiche: con 2 grammi di metformina abbiamo un&#8217;azione simile a 3 mg di duraglutide, per cui coperta l&#8217;insulino resistenza, possiamo contrastare un valore alto di ipoproduzione di insulina.<\/strong><br \/><strong>Gi\u00e0 alcuni anni addietro ho intuito quanto appena detto e di questo, oggi, i diabetologi risultano ancora non informati: per loro il blocco delle alfa \u00e8 solo dell&#8217;analogo GLP1, oggi invece anche della metformina.<br \/>Fatto questo che ci compensa il fatto che gli analoghi disponibili, possono essere rafforzati dalla metformina, mentre negli altri paesi da prodotti triplicati.<br \/>Tenendo presente quanto detto diventa pi\u00f9 semplice capire il razionale alla base delle modalit\u00e0 indicate sopra e che meriterebbero un disegno di quanto raccontato. A questo punto non resta che farne un piccolo quadernetto che ogni medico sia quello di base che il diabetologo possano avere a portata di mano per consultarlo. Avremo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di poter intervenire correttamente su un numero elevato di pazienti diabetici e con risultati positivi. Il motivo che mi ha spinto a pubblicare le diverse modalit\u00e0 da seguire \u00e8 dovuto al fatto che serve a poco che io riesca in breve tempo a normalizzare alcuni pazienti diabetici; \u00e8 invece necessario che siano in molti a farlo e che non siano solo i diabetologi ma i tanti medici di base che potranno optare per le prime formulazioni<\/strong> <strong>indicate che sono di una semplicit\u00e0 unica, come ogni addetto ai lavori ha potuto notare e convenire<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Attualmente il paziente diabetico \u00e8 seguito solo dai diabetologi che vedono il paziente una prima volta per soli 15 minuti e dopo aver indicato la terapia da seguire lo rivede dopo tre mesi dal momento che sono molti i pazienti da controllare: dopo i tre mesi viene riprogrammata la terapia e la verifica avviene dopo ulteriori tre mesi.In questo modo, tranne nei casi semplici, occorre molto tempo per riuscire a normalizzare la glicemia, senza considerare il fatto che le linee guida seguite non sempre danno un buon risultato. Tutto questo lo possiamo osservare ogni giorno, per cui la strada da seguire \u00e8 un&#8217;altra.<br \/>Dobbiamo mettere i medici di base di impadronirsi di alcune modalit\u00e0 segnalate e ottenere cos\u00ec un migliore risultato, sia perch\u00e9 si adotta uno schema vincente, sia perch\u00e9 il paziente potr\u00e0 essere seguito molto meglio.Fino a quando non ci si render\u00e0 conto di tutto quanto detto non avremo mai risultati soddisfacenti.Resta per\u00f2 il problema di poter incentivare tale proposta ricompensando adeguatamente i medici di base che invece oggi sono completamente fuori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-medium-font-size\"><br \/><strong>Ferdinando Carotenuto medico di base in pensione di Boscoreale Napoli 3382692965<\/strong><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fisiopatologia e fisiologia dell\u2019omeostasi glicemicaDopo aver indicato le varie modalit\u00e0 che consentono di normalizzare la glicemia si rende necessario una descrizione della fisiologia e della fisiopatologia dell&#8217;omeostasi glicemica che non sempre viene tenuta presente. 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