{"id":31,"date":"2010-07-20T17:25:45","date_gmt":"2010-07-20T16:25:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diabeteeipertensione.it\/?p=31"},"modified":"2012-06-07T22:56:11","modified_gmt":"2012-06-07T21:56:11","slug":"ipertensione-e-insulino-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diabeteeipertensione.it\/?p=31","title":{"rendered":"Ipertensione e insulino resistenza"},"content":{"rendered":"<p>I soggetti, affetti da ipertensione essenziale,sono quelli per i quali non si riesce a trovare una causa cos\u00ec come invece avviene per quelli affetti da ipertensione secondaria.<br \/>\nPer essi infatti il medico, sia esso internista che cardiologo, non pu\u00f2 fare altro che ricorrere alla terapia farmacologica che, diciamoci la verit\u00e0, \u00e8 una terapia sintomatica,nel senso che\u00a0 attraverso le diverse azioni farmacologiche dei farmaci usati, riesce ad abbassare la pressione.Si contrasta\u00a0 pertanto l&#8217;azione patogena con un&#8217;azione farmacologica uguale e contraria,senza\u00a0 riuscire per\u00f2 \u00a0minimamente ad arrivare alla normalizzazione\u00a0evitando \u00a0l&#8217;ausilio dei farmaci.<\/p>\n<p>Dopo quanto da me detto sulle cause dell&#8217;insulino resistenza,c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di introdurre un nuovo percorso prima non sperimentato.<\/p>\n<p>Di fronte a un soggetto iperteso, anche se non iperglicemico, bisogna sempre porsi la domanda se \u00e8 insulino resistente.<\/p>\n<p>Basta gi\u00e0 vedere la sua emoglobina glicata che se \u00e8 intorno a 6,valore che viene\u00a0 considerato nella norma, deve essere visto con sospetto perch\u00e8 quel valore sta a indicare una media\u00a0 glicemica \u00a0intorno a\u00a0 130 mg.,\u00a0che determina per forza una continua stimolazione insulinica da parte del pancreas.Bisogna spostare tale valore a\u00a0meno di 5 \u00a0in modo da avere una glicemia media al di sotto del valore soglia a cui scatta l&#8217;insulina e anche cos\u00ec non \u00e8 assolutamente escluso che il paziente non sia un insulino resistente.<\/p>\n<p>Se il paziente viene pertanto inquadrato come tale, si deve procedere alla determinazione delle glicemie post prandiali con relative insulinemie.L\u00e0 dove ci si accorge che esiste una sproporzione tra le glicemie e le insulinemie, nel senso che si vede che per quel valore di glicemia testato si ha un valore alto di insulina, si pu\u00f2 realisticamente pensare che il soggetto rientra tra gli ipertesi \u00a0con insulino resistenza e quindi deve essere sottoposto oltre al trattamento farmacologico dell&#8217;ipertensione anche a quello del ripristino della normo sensibilit\u00e0\u00a0 all&#8217;insulina che abbiamo avuto modo di illustrare negli altri articoli e a cui si rimanda (Chiarite le cause dell&#8217;insulino resistenza sul sito <a href=\"https:\/\/www.diabeteeipertensione.it\">www.diabeteeipertensione.it<\/a>)<\/p>\n<p>Per essere ancora pi\u00f9 precisi nella valutazione dell&#8217;insulino resistenza applicare il metodo HOMA: moltiplicare i valori in mg. della glicemia a digiuno \u00a0per il corrispondente valore dell&#8217;insulinemia e dividerlo per 405.Il rapporto non deve superare i 2.5 in condizioni basali di glicemia, anche se si fa notare che i soggetti normali fanno registrare un valore intorno a 1, per cui anche un valore di due pu\u00f2 essere visto con sospetto, dal momento che comunque rappresenta il doppio di quello che si riscontra nei soggetti normali.<\/p>\n<p>Solo attraverso uno studio fatto in questa direzione saremo in grado di dire quale percentuale di ipertesi rientra in quelli da insulino resistenza e quali invece riconoscono cause diverse al momento non ancora accertate.I colleghi che sono convinti di tale impostazione potranno procedere secondo le linee guida da me indicate in modo dettagliato nell&#8217;articolo di cui sopra appena menzionato.<\/p>\n<p>Da parte mia ho gi\u00e0 cominciato e sto verificando che non sono pochi quelli con insulinoresistenza, anche a fronte di valori quasi normali di glicemia e anche di emoglobina glicata \u00a0e che quindi sono da mettere nelle condizioni di poter guarire completamente.Resta inoltre tutta la schiera di pazienti diabetici tipo2,che sono quasi sempre ipertesi, che a maggior ragione vanno trattati allo stesso modo,per vedere finalmente risolto attraverso la procedura che ripristina la normo sensibilit\u00e0 all&#8217;insulina, sia l&#8217;ipertensione che il diabete tipo2.Come si vede va aumentando sensibilmente la schiera dei pazienti affetti da ipertensione essenziale che rientrano tra quelli secondari a insulino resistenza.Alla fine di questo studio che spero faranno in molti, avremo dei dati che potranno essere sorprendenti, per il fatto che saranno sempre meno quelli da inquadrare nell&#8217;ambito dell&#8217;ipertensione idiopatica.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte la procedura adottata \u00e8 simile a quella che gi\u00e0 adesso viene consigliata e ai pazienti diabetici e a quelli ipertesi, con la differenza che, mancando il supporto fisiopatologico di cui sopra, difficilmente ci si spinge al punto da portare e il paziente diabetico e iperteso alla normalit\u00e0, con il risultato che \u00e8 sotto i nostri occhi che questi pazienti convivono con le due patologie,adattandosi a contrastare soltanto con i farmaci le noxe patogene.Alla fine il paziente iperteso e quello diabetico resteranno per sempre con queste due patologie, con la differenza che i soggetti diabetici, dopo anni,diventeranno diabetici di tipo1, proprio per l&#8217;esaurimento delle cellule beta\u00a0dovuto, nel corso di anni,\u00a0alla superstimolazione sia fisiologica che farmacologica.<\/p>\n<p>Si tenga presente inoltre che se il soggetto iperteso \u00e8 un insulino resistente e non viene inquadrato come tale e pertanto trattato solo come iperteso essenziale,si trover\u00e0 nel giro di alcuni anni ad essere un diabetico \u00a0tipo2 dal momento che l&#8217;iperinsulinismo compensatorio all&#8217;insulino resistenza sotto stante finisce con l&#8217;esaurirsi e dare quindi i primi segni di iperglicemia.<\/p>\n<p>Per questo motivo si capisce d&#8217;un subito l&#8217;opportunit\u00e0 dell&#8217;inquadramento del soggetto iperteso nell&#8217;ambito dell&#8217;insulino resistenza proprio per evitare che si perda del tempo prezioso che invece va a determinare l&#8217;esaurimento delle cellule beta.Sotto questi aspetti i cardiologi fanno un errore grave perch\u00e8, preoccupandosi della sola ipertensione, si lasciano sfuggire l&#8217;insulino resistenza e l&#8217;iperinsulinismo sottostante che contribuiscono sia alla steatosi epatica che all&#8217;obesit\u00e0 per le ragioni che sono state ampiamente trattate in altri capitoli sullo stesso sito e a cui si rimanda per evitare inutili ripetizioni.<\/p>\n<p>Anche in questi casi il ritrovamento da parte delle case farmaceutiche di un prodotto capace di bloccare la lipoproteinlipasi del tessuto adiposo consentirebbe la rapida guarigione dei casi di ipertensione essenziale secondaria a insulino resistenza per tutti i motivi in altri capitoli gi\u00e0 trattati e che anche qu\u00ec vengono brevemente riportati.<\/p>\n<p>Il blocco di fornitura degli acidi grassi derivanti dalla scissione dei trigliceridi,sotto l&#8217;azione della lipoproteinlipasi,impedirebbe alle cellule tutte dell&#8217;organismo di poter\u00a0 ricavare l&#8217;Acetil Coenzima A dalla beta ossidazione degli acidi grassi, costringendole cos\u00ec a rifornirsi di tali sostanze dall&#8217;acido piruvico di provenienza glucidica.In questo modo si viene a creare farmacologicamente quello che accade in natura ai maratoneti durante una gara di corsa, ma per problemi in questo caso legati al quoziente respiratorio.Tutto questo associato al blocco di fornitura al fegato di glicerolo che rappresenta la via gluconeogenetica a partenza dai grassi e si ha come risultato finale quel consumo eccessivo di zuccheri che va a determinare lo svuotamento totale dei depositi epatici e muscolari con il risultato della scomparsa dell&#8217;insulino resistenza a cui f\u00e0 ovviamente seguito come risposta la\u00a0scomparsa dell&#8217;iperinsulinismo che come abbiamo visto \u00e8 causa di ipertensione secondaria proprio per il ben noto effetto similaldosteronico dell&#8217;insulina.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza fatta in questi ultimi mesi sta dimostrando che soggetti ipertesi con glicemia nella norma e con valori di emoglobina glicata anch&#8217;essa nella norma, anche se vicina a valori alti, si associano molto spesso a valori alti di insulinemia che danno subito l&#8217;idea dell&#8217;insulino resistenza di quel soggetto.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo caso\u00a0 venuto alla mia osservazione presentava\u00a0\u00a0 una insulinemia di 35 a fronte di una glicemia di 95 mg, dando cos\u00ec un indice di HOMA abbastanza alto,oltre 8.Fino a quel momento il paziente era stato inquadrato dal cardiologo come iperteso essenziale e trattato con i comuni farmaci antiipertensivi,tra cui una compressa di atenololo da 100 mg, che invece in questo caso va di fatto ad aggravare l&#8217;insulino resistenza per i motivi che pi\u00f9 volte ho spiegato in altri capitoli e che \u00e8 inutile tornarci sopra.<\/p>\n<p>Voglio sperare che sopratutto i cardiologi si convincano della necessit\u00e0 di valutare se un paziente iperteso \u00e8 insulino resistente.In questo modo si ridurranno sensibilmente i casi di \u00a0ipertensione essenziale e si eviter\u00e0 che quelli secondari a insulino resistenza diventino i diabetici tipo 2 del domani.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza quotidiana di ricerca di insulino resistenza nei soggetti ipertesi non diabetici mi sta facendo convincere che la maggior parte dei casi di ipertensione arteriosa sia secondaria a insulino resistenza.Capita infatti solo di rado che un paziente iperteso non sia insulino resistente,per cui va maturando\u00a0 la convinzione che quelli che noi individuiamo come ipertesi essenziali non sono che degli insulino resistenti, per il momento non ancora diabetici per il fatto che non hanno ancora esaurita la produzione di insulina da parte dele betacellule.Quando questo avverr\u00e0, proprio a causa della continua sollecitazione data dall&#8217;insulino resistenza,perlatro aggravata anche dai betabloccanti l\u00e0 dove vengono usati, si passer\u00e0 alla fase dell&#8217;iperglicemia che caratterizza l&#8217;inizio del diabete tipo2.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza di questi mesi nella ricerca dell&#8217;insulino resistenza mi sta facendo notare che molti soggetti insulino resistenti sono ipotiroidei o eutiroidei ai limiti bassi, per cui sarebbe sempre opportuno valutare la funzionalit\u00e0 tiroidea, ma sopratutto vedere se il TSH \u00e8 ai limiti bassi,perch\u00e8 un innalzamento di tale valore ci dice che l&#8217;ipofisi st\u00e0 segnalando una minore attivit\u00e0 degli ormoni tiroidei in circolo, per cui conviene ottimizzare la funzione tiroidea col portare il TSH ai limiti bassi fisiologici consentiti.<\/p>\n<p>In questo modo il miglioramento della funzionalit\u00e0 tiroidea determiner\u00e0 la scomparsa dell&#8217;insulino resistenza che \u00e8 causa di iperinsulinismo, a sua volta causa di ipertensione,ritenuta a torto essenziale, mentre \u00e8 invece \u00e8 da iperinsulinismo secondario a insulino resistenza.<\/p>\n<p>Ad oggi sono numerosi i casi che ho risolto e che giorno dopo giorno risolvo sulla base dell&#8217;impostazione appena descritta per cui \u00e8 giunto il momento che anche i cardiologi e gli internisti comincino a fare la stessa cosa.<\/p>\n<p>Dopo quanto detto consiglio la lettura di due articoli sempre sullo stesso sito dal titolo &#8220;diversione bilio-pancreatica e chiarite le cause dell&#8217;insulinoresistenza&#8221;,dove vengono meglio chiariti i meccanismi che portano all&#8217;insulinoresistenza e quindi consentono di dare una lettura completamente diversa di quella che a torto noi continuiamo a definire &#8220;ipertensione essenziale&#8221;.<\/p>\n<p>I pazienti sottoposti a intervento\u00a0 di diversione bilio-pancreatica per un problema di grande obesit\u00e0 guariscono non solo dal diabete tipo2, ma anche dall&#8217;ipertensione arteriosa quasi sempre presente e questo avviene a paziente ancora obeso.una spiegazione a tutto questo la sitrova negli articoli appena citati che consentono di allargare l&#8217;orizzonte non solo sul diabete tipo2, ma anche e sopratutto sull&#8217;ipertensione arteriosa che precede di anni il diabete cos\u00ec come la steatosi epatica,espressione di insulinoresistenza.<\/p>\n<p>ferdinandocarotenuto@gmail.com&#8211;3382692965<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>nell&#8217;articolo ipertensione e insulino resistenza si chiarisce il percorso diagnostico e terapeutico da seguire per i pazienti con ipertensione essenziale che, sia se diabetici tipo2, che non, potrebbero essere inquadrati come insulino resistenti e pertanto passibili di guarigione, una volta ripristinata la normo sensibilit\u00e0 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