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dic 9 16

Guarire dal diabete tipo 2:lettera aperta ai diabetologi

by admin

L’attuale strategia dietetica-terapeutica, adottata dalla gran parte dei diabetologi, consente, nei soggetti affetti da diabete tipo 2, solo una terapia sintomatica.

Tutto questo significa che il paziente resta diabetico a vita anche se  con valori normali di glicemia e di emoglobina glicosilata;in parole povere non guarisce.

In verità oggi è possibile, attraverso una diversa strategia dietetica terapeutica, arrivare alla guarigione del paziente nel giro di soli pochi mesi,andando a ripristinare i meccanismi omeostatici della glicemia, alterati, ma non in modo irreversibile, nei soggetti con diabete tipo 2.

Per fare questo è necessario adottare una strategia che simula l’intervento di diversione bilio-pancreatica  che  consente  la guarigione dal diabete tipo 2 nel 100% dei soggetti che ad esso si sottopongono.

Capire perché tale intervento consente  la guarigione e il modo in cui è possibile simularlo,è la premessa  necessaria per comprendere la nuova strategia dietetica terapeutica che si vuole presentare a tutti i diabetologi in modo da offrire loro la strada che porta alla guarigione dei pazienti con diabete tipo 2,senza dover ricorrere   alla chirurgia bariatrica.

Nell’intervento di diversione bilio-pancreatica il chirurgo collega l’ultimo tratto del tenue direttamente allo stomaco, saltando così il tratto bilio-pancreatico dove avviene la digestione e l’assorbimento degli alimenti.

In questo modo il cibo ingerito arriva in gran quantità nell’ultimo tratto del tenue sia per il collegamento diretto così stabilito sia per la mancanza di assorbimento secondario alla mancata digestione.

Tutto questo  provoca una notevole stimolazione delle cellule ELLE, ivi  presenti, produttrici di GLP1, che è la più potente incretina prodotta dall’organismo, in quanto  stimola non solo le cellule  beta produttrici di insulina, ma  blocca anche le cellule  alfa, produttrici di glucagone,  ormone contro insulare, causa di insulino resistenza.<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Se si vuole  ottenere lo stesso effetto è necessario fare in modo che una grande quantità di cibo arrivi nell’ultimo tratto del tenue;ciò avviene introducendo alimenti ricchi di scorie in modo da raggiungere e anche superare i 50 grammi di fibre consigliate dall’Associazione Nazionale Diabetologi

Le diete consigliate oggi  da molti diabetologi superano solo di poco i 10 grammi di fibre anche perché si consiglia ancora l’uso delle fette biscottate, del pane, della pasta,del riso, anche se in misura ridotta.

Per questo motivo l’attuale dieta consigliata è scarsamente incretinomimetica di GLP1 e lo è di  5 volte in meno rispetto a quella che dovrebbe essere usata, fatta con 50 grammi e anche più di fibre.

Una volta ottenuto così , in modo fisiologico, una iperproduzione di  GLP1, è possibile amplificarne l’effetto con un farmaco, inibitore delle DPP4,  che in questo caso funziona proprio perché va ad agire su  un substrato notevolmente aumentato; funziona invece molto  meno ( e questo è intuitivo),se minore è stata  la produzione fisiologica di GLP1, in virtù della minore quantità di fibre introdotte.

L’associazione perciò di una dieta ricca di fibre,anche oltre i 50 grammi,con un farmaco inibitore delle DPP4, permette una notevole stimolazione delle cellule beta che oltre a produrre una maggiore quantità di insulina vanno incontro anche a una ripopolazione del loro patrimonio a causa dell’effetto trofico esercitato dall’incretina GLP1; a questo si aggiunga poi  il blocco delle cellule alfa, dovuto all’azione inibente della somatostatina, prodotta dalle cellule delta, stimolate dalla GLP1.

L’effetto combinato di una maggiore produzione di insulina,associato al blocco del glucagone,è la migliore risposta omeostatica glicemica proprio per la riduzione sensibile dell’insulinoresistenza.

Utilizzando  perciò questa strategia dietetica terapeutica,frutto di un ben preciso ragionamento fisiopatologico appena riportato, il paziente vedrà in pochi mesi la normalizzazione di tutti i parametri metabolici:normalizzazione della glicemia e della glicata,scomparsa della steatosi epatica, a volte presente  in modo severo, cui si aggiunge il notevole dimagrimento fino al raggiungimento  del  peso ideale.

Dopo aver ripristinato,così facendo, la normalità dei meccanismi omeostatici glicemici, il paziente non ha più bisogno del farmaco, avendo cura solo di utilizzare una dieta normocalorica ma  assolutamente priva di cibi raffinati.

Per saperne di più sull’argomento consultare il sito www.diabeteeipertensione.it

Consiglio di leggere,in primis, l’articolo “Dieta per diabetici e obesi : capacità incretinomimetica dei cibi”

Faccio presente che tutti i pazienti sottoposti a tale trattamento sono guariti; tale schema è attualmente utilizzato già da alcuni diabetologi  a cui ho avuto la possibilità di illustrare tale modello.

Per questo motivo sarebbe opportuno e auspicabile che fosse  utilizzato da tutti i diabetologi, in modo da avere un maggior numero di pazienti che guariscono dal diabete tipo 2, con notevole risparmio del sistema sanitario nazionale,vuoi  per il minore consumo dei farmaci e vuoi  per la riduzione delle  complicanze associate a  tale patologia.

L’augurio è quello di potersi incontrare per  approfondire gli intimi  meccanismi fisiopatologici  del diabete tipo 2,che in questa sede sono stati trattati solo a grandi linee.

Interessante capire le basi dell’insulinoresistenza, del perché e come gli ormoni controinsulari la determinano e come è possibile rimuoverla;approfondire tutto il metabolismo intermedio nei suoi rapporti col diabete tipo2;il ruolo fisiologico delle incretine e i loro rapporti con le cellule beta, le delta e le alfa,andando a studiarne le intime correlazioni tra esse e i loro prodotti.Aggiungo il rapporto tra la produzione di insulina e il valore di insulino resistenza da riportare su un grafico che ne illustri le diverse combinazioni possibili;oltre allo studio della capacità incretinomimetica dei diversi cibi  a seconda della loro composizione ecc. ecc.

chi è interessato può inviare una mail a ferdinandocarotenuto@gmail.com

Dott Ferdinando Carotenuto

medico di medicina generale ASLNA3SUD distretto 56

Boscoreale 3382692965

 

ott 6 16

Omeostasi glicemica:riflessioni sui suoi intimi meccanismi.

by admin

Esaminiamo tutti gli elementi che nel nostro organismo concorrono all’omeostasi glicemica.

Di essi ognuno di noi ne ha già contezza; è possibile però  su ognuno di essi fare le opportune riflessioni che vedremo ci ritorneranno utili nella gestione del paziente con diabete tipo 2.

Incominciamo dalle cellule endocrine situate nel pancreas e che vanno a formare le cellule del Langherans.

Oltre alle cellule Beta,le più numerose,produttrici di insulina ci sono le alfa,produttrici di glucagone; accanto a queste ci sono  anche le delta a cui va data eguale importanza.Esse producono la somatostatina che, con effetto paracrino, esercita un effetto inibitorio sulle alfa, andando a bloccare uno di principali ormoni controinsulari.

le cellule beta producono insulina rispondendo a diversi stimoli.

passiamo  a farne le opportune riflessioni e considerazioni,dal momento che molto spesso nella pratica quotidiana vengono  del tutto trascurate.

Uno di questi è rappresentato dall’iperglicemia che stimola le cellule beta a produrre insulina;lo stesso stimolo ha invece un effetto inibitorio sulle alfa,produttrici di glucagone.

in questo modo l’iperglicemia innesca due meccanismi che tendono a farla abbassare, dal momento che la produzione di insulina si associa a una riduzione di glucagone che ha effetto controinsulare.

questi due effetti,però, sono molto meno efficaci rispetto a quelli determinati dalla stimolazione incretinica.

la risposta delle cellule beta a produrre insulina sotto lo stimolo dell’iperglicemia è di gran lunga inferiore a quello dell’incretina GIP o GLP1,nella misura del 30% rispetto al 70%.

la stessa cosa capita anche nei confronti delle cellule alfa che solo se stimolate dalle delta,produttrici di somatostatina, bloccano molto di più la loro produzione di glucagone.

a tutto questo va aggiunto che solo l’incretina GLP1 è in grado di stimolare le cellule delta,per cui il mancato incremento di essa va a riflettersi sulla produzione di glucagone che come principale ormone contro insulare è quello che finisce col diventare la causa principale dell’insulinoresistenza  nel diabete tipo 2.

di questo parleremo  subito dopo, quando affronteremo il problema del controllo omeostatico glicemico a livello delle stazioni intestinali produttrici di incretine.

per completezza però dobbiamo dire che mentre col sistema incretinico e col glucosio la risposta della cellula beta ed alfa è glucosio dipendente,tutto questo non avviene quando la cellula beta viene stimolata farmacologicamente dagli ipoglicemizzanti orali che intervengono a prescindere dal valore della glicemia.

tutto questo però comporta una stimolazione abnorme e non fisiologica che finisce con l’esaurire la cellula beta nel corso degli anni, cosa peraltro che fa anche l’iperglicemia non  associata a produzione incretinica.

negli anni  il patrimonio beta cellulare tende a ridursi, mentre invece le   incretine  hanno un effetto trofico sulle beta e inibitorio sulla proliferazione delle alfa.

passiamo adesso al secondo dei meccanismi omeostatici

Nel momento in cui incomincia l’introduzione del cibo scatta un importante meccanismo omeostatico che consiste nell’attivazione vagale attraverso la masticazione.

tale stimolazione  interviene  sia sulle cellule K,produttrici di incretina GIP che sulle cellule ELLE, produttrici di GLP1;

quanto maggiore è il numero degli atti masticatori, maggiore sarà la produzione di queste due incretine che oltre a stimolare le beta vanno a bloccare anche le alfa per il tramite della GLP1.

quest’ultima  in verità esercita anche  un effetto di rallentamento dello svuotamento gastrico, capace pertanto di influire sulla glicemia post-prandiale.

tra i tanti effetti pleiotropici della GLP1 voglio segnalare la riduzione della frequenza cardiaca che  contribuisce a far abbassare la glicemia per una maggiore sottrazione dal circolo da parte delle cellule associata   alla minore liberazione di glucosio dal fegato e di trigliceridi dal tessuto adiposo.

fatta questa premessa, si capisce che tale stimolazione può variare da caso a caso a seconda dei cibi che vengono introdotti;non è la stessa cosa se si mangiano verdure che obbligano a una notevole masticazione a confronto dei cibi raffinati; e questo è solo uno dei tanti esempi.

per questo motivo  la scelta della dieta del paziente diabetico deve tener conto di questo meccanismo omeostatico così importante, che innesca l’attivazione sia delle cellule K che delle ELLE con la produzione sia di GIP che di GLP1.

a questo proposito,come corollario, mi permetto di segnalare un elemento che può essere di aiuto nel potenziare tale riflesso vagale.

simulando la masticazione con l’uso di una gomma da masticare per un’ora dopo i pasti principali;

in questo modo si finisce col potenziare la risposta incretinica specialmente nella fase post prandiale, quando interviene la sola incretina GIP, per la stimolazione da contatto del cibo con le cellule K,presenti nella prima parte dell’intestino tenue.

ho avuto modo di sperimentare tale procedura e sono stato colpito dal fatto che se il paziente fa insulina corre il rischio di una severa ipoglicemia, per cui sfruttando tale potenzialità,si può ridurre  drasticamente la dose di insulina.

sono già diversi i pazienti ai quali, assieme ad altri accorgimenti di cui parleremo più avanti,  sono risuscito ad eliminare le 4 iniezioni di insulina al giorno a cui erano abituati da tempo.

 

secondo meccanismo omeostatico che entra in funzione

nel momento in cui gli alimenti vengono assorbiti la glicemia sale e a questo punto intervengono vari elementi che concorrono ad abbassarla.

procediamo con ordine:

il  primo è rappresentato dalla stessa iperglicemia che in questo modo mette tutte le cellule nelle condizioni di ricavare sia l’acido ossalacetico che l’acetil coenzima A dal glucosio, cosa che invece in condizioni di normoglicemia l’acetil coenzima A viene dalla beta ossidazione degli acidi grassi,o  provenienti dalla dieta o dal tessuto adiposo;

dal momento che l’acetil coenzima A è quello che viene consumato del tutto a ogni giro di giostra del ciclo di krebs, si capisce che in questo modo le cellule finiscono col consumare molto più glucosio,proporzionato però alla presenza di acidi grassi che competono col glucosio per la formazione dell’acetil coenzima A;per cui una dieta povera di grassi farà sì che molto più glucosio sarà consumato(è questo uno dei tanti motivi per cui nell’intervento di diversione bilo pancreatica la glicemia si abbassa,proprio per la mancanza di assorbimento dei grassi, che costringe così le cellule a dover utilizzare per forza di cose il glucosio disponibile).

terzo meccanismo omeostatico

con l’arrivo di glucosio in circolo le cellule beta saranno subito stimolate a produrre insulina;lo saranno però ancor di più perché il contatto del cibo con le cellule K della prima parte del tenue farà riversare in circolo l’incretina GIP che avrà modo di stimolare con maggiore intensità,rispetto alla sola iperglicemia, le cellule beta.Non ci sarà però in questa fase il blocco delle alfa se non per quel poco che,come abbiamo già detto, esercita l’iperglicemia.

per questo motivo la stimolazione incretinica GLP1,attraverso la via vagale legata alla masticazione della gomma potrà amplificare la risposta incretinica e meglio modulare l’iperglicemia post-prandiale del paziente diabetico che se è in trattamento insulinico,giova ricordarlo, deve ridurre le dosi sensibilmente.

quarto meccanismo omeostatico

a mano a mano che il cibo viene assorbito restano solo le scorie le quali arriveranno nell’ultimo tratto del tenue e nella prima parte del colon dove troveranno le cellule ELLE,produttrici di GLP1 che come sappiamo è la più potente incretina per il fatto che va anche ad inibire le alfa,oltre a rappresentare una quota aggiunta rispetto a quelle prodotte nella prima parte dell’intestino.

viene spontaneo perciò capire che chi fa una alimentazione ricca di fibre avrà una produzione maggiore di incretina GLP1, per cui il consiglio dell’Associazione Nazionale Diabetologi  va tenuto ben presente ed  è quello di consigliare una dieta con 50 grammi di fibre;

un valore che io non solo condivido da tempo, ma che può anche essere tranquillamente superato a condizione che si utilizzino alimenti che le contengono come i legumi, le verdure e gli ortaggi.

purtroppo dobbiamo dirci che tale valore  molto spesso non  viene rispettato. vedo in giro molte diete consigliate  da diabetologi che contengono intorno ai 10 grammi.

si consente infatti di usare ancora 50 grammi di pasta bianca  o di riso bianco a pranzo e a cena 50 grammi di pane bianco; dulcis in fundo poi non mancano la mattina le fette biscottate del Mulino Bianco;fatto questo che accontenta il paziente ma non stimola correttamente il sistema incretinico GLP1 che contribuirà ad abbassare sensibilmente la glicemia.

in questi casi  l’utilizzo degli inibitori delle DPP4, come il sitagliptin, non potrà dare risultati incoraggianti dal momento che il farmaco non trova un substrato sufficiente di incretina GPL1; cosa che invece avviene se la dieta è ricchissima di fibre e si avvale anche  della stimolazione vagale aggiuntiva che produce GLP1.

i pazienti  così trattati, con una dieta con almeno 50 grammi di fibre e stimolati attraverso la via vagale alla produzione di GLP1, trovano un notevole beneficio dall’incretinomimetico per os che si troverà così ad agire su di un substrato 5-6 volte maggiore che andrà ad influire sia sulle beta che sulle alfa, creando un sinergismo dalla potenza inaudita facilmente verificabile dagli addetti ai lavori.

in questo modo si finisce col simulare, attraverso la via non chirurgica, l’intervento di diversione bilio-pancreatica che fa arrivare nell’ultimo tratto del tenue una grande quantità di cibo, stimolando una notevole produzione di GLP1;noi possiamo fare la stessa cosa con le modalità prima indicate e avere così  nel giro di pochi mesi la guarigione  di tutti quelli che adoperano tale strategia dietetica-terapeutica, basata su tutto quanto detto prima.

tale strategia,che io spero di aver illustrato in modo convincente, è stata già sperimentata  su diversi pazienti, assieme  ad altri colleghi diabetologi che si sono convinti del ragionamento fisiopatologico elaborato  in questo e in altri articoli che si potranno leggere sullo stesso sito www.diabeteeipertensione.it

 

alla fine di questo compendio di riflessioni sull’omeostasi glicemica, mi sia consentito di tracciare  il percorso che porta nel tempo un paziente a diventare diabetico ; chiarire inoltre  come è  possibile farlo ritornare alla normalità; chiarire ancora  come mai tanti altri non diventano mai diabetici.

L’uso dei cibi raffinati sempre più frequente e sempre in maggiore quantità incide sulla riduzione della risposta incretinica dell’organismo,in particolar modo per quella legata alla GLP1,per i motivi sopra ampiamente descritti e analizzati.

Tutto questo comporta che subito dopo pranzo la glicemia si mantiene su valori più alti, ritornando in un tempo più lungo alla normalità per la risposta delle cellule beta per la via non incretinomediata che è molto meno efficace e che diventa anche uno stress per la cellula stessa, così  come fanno peraltro anche gli ipoglicemizzanti orali.

il risultato finale nel corso degli anni è quello di una riduzione marcata del patrimonio beta cellulare che a un certo punto non è più in grado di vicariare alla minore risposta incretinica GLP1, secondaria all’utilizzo dei cibi raffinati che sono scarsamente incretinomimetici.

bisogna aggiungere però che se il soggetto in esame,pur utilizzando cibi raffinati, riporta la glicemia nella norma per il tramite del movimento nel corso della giornata, finisce col ridurre l’iperglicemia attraverso una via diversa da quella descritta prima, per cui le cellule beta non si esauriscono

per questo motivo si cerca infatti nella terapia del diabete tipo 2  di incoraggiare il movimento e ridurre la quota di carboidrati in modo da ridurre al minimo il tempo in cui le cellule beta rispondono all’iperglicemia per la via non incretino mediata.

sarebbe utile invece che tutto questo non accadesse affatto dal momento che non tutti si trovano nelle condizioni di potersi muovere a sufficienza;in questo caso la dieta ricca di fibre,di almeno 50 grammi al giorno, assicurerà  la giusta risposta incretinomimetica di GLP1 e quindi ci sarà la migliore risposta omeostatica glicemica.

chi invece è diventato diabetico deve fare la stessa cosa dal momento che in questo modo l’iperproduzione di GLP1 va anche a ripristinare quel patrimonio beta cellulare ridotto e va anche ad incidere su quello alfa che per mancata inibizione nel tempo si è ingrandito.

diminuendo così l’iperglucagonemia e aumentando la produzione d’insulina andiamo a bloccare l’insulinoresistenza  da una parte e ad avere una migliore produzione insulinica che consentirà al soggetto diabetico di ritornare ai valori normali nel giro di pochi mesi, dal momento che si ripristina una risposta omeostatica che invece era venuta a mancare per diversi anni.

l’avvenuta guarigione sarà poi facilmente verificabile attraverso i vari parametri metabolici come la determinazione della glicata, della glicemia ai vari tempi, ma anche dalla verifica della scomparsa dell’insulinoresistenza attraverso l’indice di HOMA;ci si accorgerà infatti che il soggetto è ritornato normosensibile portando l’indice a 1 mentre prima il suo valore era 3-4-5

scomparendo infatti l’insulinoresistenza e tutto questo per il blocco del glucagone, il soggetto non potrà essere più diabetico e se questo accade vuol dire che è diventato un diabete tipo1, per esaurimento delle cellule beta associato a un valore basso di Peptide C.

Ancora un’ultima considerazione:qual’è la logica a cui obbedisce il sistema omeostatico glicemico con le sue stazioni produttrici di incretine posizionate all’inizio e alla fine dell’intestino? In questo scenario quale il ruolo della massa adiposa viscerale?

nei prossimi giorni, appena possibile,tutto questo sarà chiarito e diventerà un altro elemento utile a capire meglio la fisiologia e la fisiopatologia dell’omeostasi glicemica, e quindi del diabete tipo 2.

nov 1 15

enteropatia da glutine

by admin

chi è interessato all’argomento può andare a leggere quanto già scritto nell’agosto del 2010

nella sezione Archivi

ott 12 15

guarire dal diabete tipo 2,simulando l’intervento di diversione bilio-pancreatica

by admin

l’intervento di diversione bilio-pancreatica è , tra tutti quelli di chirurgia bariatrica,quello che ottiene il 100% di guarigione dal diabete tipo 2

tutto questo ci interessa per i seguenti motivi:

1) capire in che modo si arriva alla guarigione.

2)capire in che modo è possibile simulare tale intervento con l’obiettivo di poter avere gli stessi risultati

cominciamo subito col dire che il collegamento dell’ultimo tratto dell’intestino tenue direttamente con lo stomaco, saltando il tratto bilio-pancreatico,realizza due condizioni:

la prima riduce al minimo l’assorbimento dei grassi ,delle proteine e dei carboidrati;

la seconda  fa arrivare nell’ultimo tratto del tenue e quindi anche nella prima parte del colon una grande quantità di cibo non digerito.

tutto questo determina  una notevole stimolazione delle cellule ELLE ,ivi indovate,  produttrici della più potente incretina dell’organismo :la GLP1.

tale incretina,infatti, oltre a stimolare le cellule beta a produrre insulina, stimola anche le cellule delta che producono somatostatina che, a sua volta, con effetto paracrino,  inibisce le cellule alfa,produttrici di glucagone che è un ormone contro insulare;  per tale motivo si viene a creare una condizione di maggiore sensibilizzazione dell’insulina, e viene abbassata così l’insulinoresistenza.

(abbiamo perciò un duplice effetto sinergico dato da una parte da una maggiore produzione di insulina e dall’altra un blocco della produzione di glucagone,cosa invece che  non avviene là dove le cellule ELLE non sono stimolate)

ritornando invece al primo punto, l’elemento interessante è rappresentato dalla riduzione dell’assorbimento dei grassi, fatto questo che obbliga le cellule ad un maggiore consumo di glucosio per la formazione dell’Acetil coenzima A(vedi ciclo di Krebs nell’articolo sulla fisiopatologia del diabete tipo 2)

dopo quanto detto,per  simulare tale intervento, conviene adottare una dieta normoproteica,povera di grassi, limitandola solo a quelli essenziali ,povera di carboidrati, ricca di fibre, in modo tale da raggiungere il valore di 50 grammi che è quello attualmente consigliato dall’Associazione Nazionale Diabetologi;valore peraltro ben lontano da quello che viene adottato da molti diabetologi che indicano una dieta ipocalorica ma con una quota di fibre che supera di poco i dieci grammi,incapace per questo di stimolare correttamente le cellule ELLE.

tra i cibi ricchi di fibre, preferire quelli ricchi di fibre solubili, capaci di poter meglio stimolare la produzione incretinica per le loro caratteristiche chimico fisiche; le fibre solubili,infatti,a contatto con i liquidi, formano un gel che si rigonfia notevolmente e intrappola parte del cibo che così può raggiungere l’ultimo tratto del tenue dove va a stimolare le cellule ELLE produttrici di incretina GLP1;mancando perciò nella dieta tali fibre o essendo poche, non ci sarà sufficiente stimolazione e produzione di GLP1, che,abbiamo visto prima, è quella che viene prodotta in gran quantità, nei soggetti sottoposti a intervento di diversione bilio-pancreatica-

In parole povere la dieta consigliata consiste nell’escludere tutti i cibi raffinati come zucchero,fette biscottate,pane,riso e pasta bianca;  privilegiando invece tutti i cibi integrali come verdure,ortaggi e legumi oltre a pesce,latte intero e yogurt intero bianco,cacao amaro;per quanto riguarda pasta e pane integrale conviene evitarli fino a quando non si siano raggiunti i valori normali e di introdurli in minime quantità quando si sia raggiunto il peso normale.

in questo modo si viene a determinare una notevole stimolazione delle cellule ELLE  che porta a una iperproduzione di incretina GLP1 che può essere amplificata con un incretinomimetico per os come il sitagliptin 100 inibitore delle DPP4;tale farmaco,si fa notare,agisce in funzione della quantità prodotta dall’organismo,per cui se somministrato a chi fa una dieta raffinata,non produce effetti per mancanza di substrato su cui agire;substrato  invece  che aumenta con una dieta ricca di fibre solubili.

(E’ questo il motivo per cui tale farmaco non ha ricevuto il successo che invece merita, proprio perché a molti diabetologi è sfuggita la considerazione che la sua azione è,per forza di cose appena dette sopra,proporzionale alla quantità di incretine prodotte, ma sopratutto della GLP1)

nei pazienti in cui è stato utilizzato questo schema si è avuto in breve tempo un miglioramento sensibile di tutti i parametri metabolici,oltre alla sensibile riduzione di peso, a prescindere dall’aumento dell’attività fisica che conviene sempre incoraggiare in modo da favorire ancora prima il passaggio verso la guarigione.

aggiungo subito che una volta verificato che il paziente diabetico ha aderito bene alla dieta ricca di fibre ed è quindi diventato un iperproduttore di GLP1, subito è stato inserito l’incretinomimetico,inibitore delle DPP4,in modo da amplificarne l’azione.(tale schema spesso non è seguito da molti diabetologi che lo inseriscono dopo l’ipoglicemizzante orale, e non seguono lo schema che fa aumentare il substrato di GLP1, avendo così il risultato deludente che tutti conosciamo e che li vede pertanto restii ad utilizzarlo.

a tre mesi la glicemia a digiuno e ai vari tempi, assieme alla glicata rientrano nella norma,così anche  il peso;si assiste anche alla scomparsa della steatosi epatica quasi sempre presente all’inizio della terapia.

la terapia farmacologica va proseguita per 6 mesi,in modo da stimolare la neoformazione delle betacellule che hanno visto ridotto nel tempo il loro patrimonio cellulare; si assiste inoltre anche a una riduzione delle cellule alfa che per non essere state inibite per molto tempo hanno visto aumentare la popolazione cellulare con un aumento sensibile del glucagone che ha contribuito così all’aumento dell’ insulino resistenza,dovuta alla sua azione contro insulare.

il paziente continua con la sola dieta già consigliata, ma normocalorica.e  ad alta capacità incretinomimetica per i 50 grammi di fibre da rispettare

in questo modo si ottiene lo stesso risultato dell’intervento chirurgico, senza avere inoltre il problema della sindrome da malassorbimento

faccio presente che tale modello è stato già sperimentato su decine di pazienti e ha avuto risultati positivi in tutti quelli che hanno seguito le indicazioni sopra riportate;per questo viene consigliato a tutti i colleghi che si interessano di diabete tipo 2, sulla base del ragionamento fisiopatologico illustrato che è  ben diverso da quello finora utilizzato che lascia il paziente diabetico come un paziente cronico a vita senza speranza di guarigione, a meno che non si sottoponga a un intervento di chirurgia bariatrica.

tale metodica è stata e viene adottata attualmente da altri diabetologi della ASLNA3SUD.con gli stessi identici risultati;non appena avremo messo a punto tali risultati saranno presentati ufficialmente,anche se questo non vieta già da ora ai colleghi di poter utilizzare da subito tale schema e verificarne i risultati ottenuti.

per saperne di più sull’argomento consultare il sito www.diabeteeipertensione.it dove si troveranno articoli che parlano della diversa capacità incretinomimetica dei diversi alimenti oltre alla fisiopatologia del diabete tipo 2,presupposti essenziali per capire meglio il senso di una diversa strategia dietetica terapeutica da adottare nei soggetti con diabete tipo 2.

post scriptum:faccio presente che i risultati sono il frutto della collaborazione del paziente e della capacità del diabetologo di convincere il soggetto diabetico ad avere fiducia nella possibilità di guarigione in tempi abbastanza brevi e cioè solo pochi mesi,il tempo necessario a riattivare in modo corretto il sistema omeostatico glicemico.

un’ultima riflessione sulle incretine:il sistema omeostatico della glicemia di cui fanno parte le incretine è organizzato in modo da avere una prima segnalazione dopo il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino e una seconda quando la sua parte residua raggiunge l’ultimo tratto e la prima parte del colon;la prima segnalazione è data dall’incretina GIP che agisce però in presenza di glucagone per cui è meno efficace rispetto alla successiva la GLP1 tutto questo perché in questa fase l’organismo potrebbe avere necessità di glucosio per le sue attività;alla fine invece la stimolazione dell’incretina GLP1 fa sì che la glicemia ritorni ai valori basali dal momento che è stata completata la digestione e l’assorbimento;si pensi inoltre al fatto che all’inizio, prima che il cibo passi nel duodeno, attraverso la masticazione, avviene la produzione di entrambe le incretine in modo da resettare sui valori basali la glicemia,prima di andare incontro ad un aumento per l’arrivo del cibo.

(il meccanismo appena illustrato può essere amplificato attraverso l’uso di una gomma da masticare alla fine di ogni pasto;in questo modo si prolunga la stimolazione incretinica per un’altra mezza ora, stimolazione fatta peraltro da entrambe le incretine, di cui,come sappiamo, la GLP1 è la più potente per la capacità di bloccare le cellule alfa produttrici di glucagone che è un ormone contr0insulare

come si vede c’è un sistema coordinato che obbedisce a una logica ben precisa appena illustrata,per cui si capisce che nel momento in cui tale sequenza viene alterata, così come capita con un’alimentazione raffinata,il sistema va in tilt e ci si avvia verso il diabete  tipo2, argomento questo che viene trattato nel capitolo massa adiposa viscerale e diabete tipo 2

set 30 15

Massa adiposa viscerale e diabete tipo 2

by admin

il fegato e la massa adiposa viscerale, organi entrambi contenuti nella cavità addominale,provvedono al rifornimento energetico di tutte le cellule dell’organismo;

lo fanno  attraverso la fornitura di glucosio da parte del fegato che l’ha accumulato come glicogeno e di acidi grassi da parte del tessuto adiposo che libera in circolo trigliceridi che da una parte forniscono gli acidi grassi che servono alle cellule per la formazione dell’Acetil Coenzima A e dall’altra forniscono al fegato glicerolo che viene trasformato  in glucosio,per via gluconeogenetica.

in condizioni fisiologiche i due organi ricevono segnali da vari ormoni, detti controinsulari, come il glucagone, il gh, il cortisolo, gli ormoni adrenergici,e in funzione di questi liberano glucosio e trigliceridi,così come accumulano glucosio e trigliceridi dopo il pasto sotto l’azione dell’insulina,favorita dal blocco di produzione del glucagone.

in condizioni fisiologiche i due organi liberano tanto quanto serve a tutte le cellule e questo dipende dalla grandezza degli organi stessi.

si capisce subito che se la massa adiposa viscerale aumenta,immaginiamo dieci volte il valore normale,così come capita in un soggetto obeso ad esempio,si avrà che ad ogni istante sarà liberata una quantità maggiore di quello che invece serve al fabbisogno di tutte le cellule.

tutto questo infatti comporta una maggiore liberazione di acidi grassi e una maggiore quantità di glicerolo che porterà ad un eccesso in circolo di glucosio per il fatto che la maggiore presenza di acidi grassi consentirà un minore consumo di glucosio e la maggiore quantità di glicerolo porterà alla formazione di una maggiore quantità di glucosio.

in queste condizioni le cellule beta saranno stimolate, dall’iperglicemia così venutasi a creare, alla produzione di una maggiore quantità di insulina.tutto questo avviene però senza l’intervento delle incretine;si tratta perciò di una stimolazione non incretino mediata il cui significato sarà valutato tra poco.

per questo motivo il soggetto normale con massa adiposa viscerale normale si troverà con valori normali di glicemia e di insulinemia;non  è così per il soggetto obeso, costretto ad una maggiore produzione di insulina per il meccanismo appena spiegato

nel corso del tempo questo aggiustamento continuo da parte delle beta cellule porterà ad una diminuzione del patrimonio cellulare dal momento che tale stimolazione è non incretino mediata,fatto questo che contribuisce all’apoptosi delle cellule,venendo peraltro a mancare lo stimolo trofico assicurato dalle incretine-

quando questo accade comincia a comparire l’iperglicemia che andrà a mano a mano aumentando col persistere del fenomeno.

per questo motivo il soggetto obeso, dopo anni, vedrà comparire il diabete; per questo oggi viene anticipata la comparsa del diabete proprio per la maggiore presenza nei giovani dell’obesità a volte davvero esagerata

da tutto questo si deduce che l’obiettivo deve essere quello di riportare la massa adiposa viscerale ai valori fisiologici in modo da non dover stimolare il compenso da parte delle cellule beta per l’iperglicemia indotta dalla maggiore massa adiposa

per questo motivo l’iperglicemia della mattina a digiuno è data dalla massa adiposa viscerale che nel momento in cui diminuisce vede abbassare tale valore fino ad arrivare a quello normale nel momento in cui la massa arriva ai valori fisiologici che corrispondono al peso ideale di quel soggetto(in verità la normalizzazione della glicemia può avvenire anche molto prima che si raggiunga il peso ideale, fatto questo sicuramente vantaggioso, ma che non deve far rinunciare al raggiungimento del peso ideale).

altra cosa è invece la glicemia nel dopo pasto. essa dipende da come vengono attivate le incretine

in un soggetto normale che mangia cibi raffinati e quindi non ottiene dopo il pasto una corretta risposta incretinica si avrà una iperglicemia che però sarà compensata dall’intervento delle cellule beta che rispondono comunque alla presenza di iperglicemia-

questo fatto però determina,così come prima abbiamo visto  nell’obeso, una stimolazione non incretino mediata che col tempo porta all’esaurimento delle cellule beta;nel soggetto diabetico,obeso,la ridotta produzione dell’incretina GLP1,non potendo inibire le cellule alfa ,produttrici di glucagone,determinerà un aumento dell’insulino resistenza per la maggiore massa adiposa viscerale su cui va ad agire il glucagone non inibito e quindi si aggrava l’iperglicemia post-prandiale.

è opportuno perciò determinare una corretta alimentazione tale da determinare la migliore risposta incretinica; fatto questo che consentirà nel soggetto normale di non dover incorrere nella stimolazione delle cellule beta per la via non incretino mediata e nel diabetico consentirà di avere valori nella norma nel post prandiale dal momento che la riduzione del suo patrimonio beta cellulare non è in grado di compensare

in sintesi gli obiettivi sono due:ridurre il peso del soggetto al suo valore ideale ed assicurare sempre un’alimentazione capace di dare la migliore risposta incretinica

a questo punto si capisce che il soggetto obeso e diabetico che ritorna al peso forma e mangia in modo corretto manterrà i valori normali di glicemia a digiuno e nel post prandiale

se invece  aumenta di nuovo di peso e non stimola correttamente il sistema incretinico si troverà ad avere l’iperglicemia dal momento che la riduzione del suo patrimonio beta cellulare  non è più in grado di compensare

se invece non aumenta e stimola correttamente resterà un soggetto a tutti gli effetti normale

il paziente guarisce se mantiene le condizioni raggiunte appena indicate; recidiva se altera di nuovo i meccanismi del sistema omeostatico

per questo motivo il soggetto con diabete tipo 2  può guarire e può rimanere tale se rispetta le condizioni appena indicate

1 mantenere il peso al suo valore ideale, in modo da avere una massa adiposa viscerale normale

2 stimolare correttamente il sistema omeostatico nella sua produzione incretinica dal momento che se questo non avviene non è possibile assicurare la normoglicemia attraverso la stimolazione delle betacellule per la via non incretinomediata

sono queste le linee guida da tener presente se si vuole riportare il soggetto diabetico nelle condizioni di normalità,senza dover ricorrere al trattamento farmacologico,a cui adesso viene sottoposto

la battaglia si vince sul peso e sulla corretta stimolazione incretinica, se mai amplificata dall’uso dei farmaci incretinomimetici per os che contribuiranno peraltro alla diminuzione di peso in modo sensibile

la dieta perciò da seguire deve essere normo proteica,ipolipidica tale da assicurare solo gli acidi grassi essenziali, contenuti nell’olio d’oliva e nei semi oleosi come noci nocciole e mandorle;in questo modo saranno bruciati più zuccheri.per quanto riguarda i carboidrati utilizzare solo gli alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre come le verdure, gli ortaggi,i legumi e la frutta con la buccia

una dieta così strutturata avrà un effetto saziante e stimolerà la formazione di incretina GLP1 che è in grado di attivare la leptina e l’adiponectina che porteranno ad una diminuzione sensibile del peso;tale effetto sarà amplificato se si associa un farmaco incretinomimetico per os come il sitagliptin 100 che aumenterà la concentrazione delle incretine prodotte ma sopratutto della GLP1

molto spesso però il diabetologo,non tenendo ben presente quanto appena detto, si preoccupa solo di abbassare la glicemia facendolo sia con gli ipoglicemizzanti orali prima e dopo con l’insulina nelle varie formulazioni .in questo modo il paziente aumenta di peso e si allontana dall’obiettivo che prima abbiamo indicato che è quello di abbassare il peso fino al valore ideale per quel soggetto

a tutto questo si aggiunga il fatto che non si insiste sulla necessità di una dieta ad alta capacità incretinomimetica, appena segnalata;tanto è vero che ancora si consente l’uso del pane bianco anche se in minima quantità, della pasta e del riso bianco, alimenti altamente raffinati, ricchi di carboidrati e incapaci di una corretta stimolazione incretinica,soprattutto per la GLP1 che viene prodotta solo dai cibi ricchi di fibre che raggiungono l’ultimo tratto dell’intestino tenue dove troviamo le cellule Elle che la producono

in parole povere si fa una terapia sintomatica,senza  andare a ripristinare il normale meccanismo omeostatico glicemico

post scriptum:faccio notare che nel soggetto obeso,sia diabetico che non,la iperglicemia che viene a crearsi per l’immissione in circolo di una maggiore quantità di glucosio rispetto alla richiesta in quel momento delle cellule,stimola le cellule beta per la via non incretino mediata così come è possibile fare se si somministra glucosio per via endovenosa

in questo caso la risposta è meno efficace per i motivi che già conosciamo e il risultato è che nel soggetto non diabetico si prolunga tale stimolazione fino ad abbassare la glicemia nella norma,non accade così nel soggetto diabetico che con un patrimonio ridotto e con una stimolazione non efficace non potrà che determinare un’iperglicemia;per questo motivo è necessario ridurre la massa adiposa viscerale in modo che la quantità immessa è uguale a quella richiesta, senza la necessità del compenso

un’ultima riflessione su quanto appena detto:l’aumento della massa adiposa viscerale costringe le betacellule, anche nel soggetto non diabetico, ad una iperstimolazione che comporta di fatto una maggiore produzione di insulina rispetto ad un soggetto normale;in questo modo si creano le condizioni favorevoli all’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa,da noi erroneamente definita essenziale,dal momento che l’insulina ha un effetto ipertensivante per il suo effetto similaldosteronico,effetto che in condizioni fisiologiche viene neutralizzato dall’incretina GLP1 che esercita un effetto antipertensivante sia per la sua azione diuretica che vasodilatatrice

ridurre pertanto la produzione di insulina al solo periodo post prandiale, cosa che può avvenire solo nei soggetti normopeso, per i motivi già spiegati,è una condizione necessaria per evitare di trattare la maggior parte dei casi di ipertensione con i farmaci che hanno un effetto sintomatico

nov 10 14

Dieta per diabetici e obesi – Capacità incretino mimetica dei cibi

by admin

ott 21 14

Nuovo modello di fisiopatologia del diabete di tipo 2 con commento

by admin

 
lug 24 14

Healing from TYPE 2 DIABETES

by admin

Patients with Type 2 Diabetes are considered cronics if they don’t undergo bariatric surgery that ensures healing in most of the cases (as Bilio-Pancreatic Diversion) .
The actual therapy for DM2 is only synthomatic, able to get low glicemy thanks to hyperinsulinism drug-inducted contrasting insulin-resistance, in this way it is possible to compensate the less insulin production (secondary at the reduction of Pancreas Beta-cells) and the Metformina low insulin-sensibilization action.
The reduction of Beta-cells is due to two factors: low production of GLP1 Incretin and increased apoptosis (caused by hyperglycemic stimulation not incretin-mimetic and burdened from farmachologic action of Secretagogues which stimulate Beta-cells to produce more insulin whithout encouraging their throphism, unlike from enteric Incretins). Metformina and Glitazonic drugs are insulin-senshibilizants.
A similar effect is obtained by the movement which, through the consumption of glucose, makes an insulin-like effect because it is able to create a difference in glucose concentration between the blood and the muscle cells.
It is possible because glucose moves from the blood to peripheral tissues thanks to a difference of concentration that is achieved thanks to several mechanisms: first of all movement and the other two are mediated in the liver and muscle, by esokinasi and glucokinasi (fast and insulin-dependent), enzymes that trigger conversion of glucose to glucose-6-phosphate.
Back to the bilio-pancreatic diversion surgery, we can try to understand which are its physiological basis .
One of my patients with type 2 diabetes associated to essential hypertension, hyperuricemia and gout with manifestations of kidney stones, he underwent this kind of surgery for a problem of severe obesity (weight 160 kg, height 170 cm).
In a few months after surgery he lost a lot of kilograms but he was still frankly obese, with normal values of pressure and blood sugar and uric acid, with a glycated to 4 and a HOMA index to 0.5 since a blood glucose of 80 fasting insulin levels corresponded to 3 U.
All this tells us that the diabetic and insulin resistant become not only normoglycemic but also hypersensitive to insulin.
Why all this?
All this can be explained by the fact that this type of surgery connects the last part of the small intestine directly to stomach, closing the passage to the duodenum.
In this way skipping the bilio-pancreatic tract deputy to the digestion of food and also its absorption it creates a condition of malabsorption able to reduce the weight.
At the same time the direct connection between the stomach and the distal segment of the small intestine determinates the arrival of a large amount of food just a little bit digested stimulating abnormally “L” Cells (producing incretin GLP1) which are located in that area and also in the first section of the Colon.
Finally there is a substantial increase of incretin GLP1 that among the incretin hormones is the most powerful because it doesn’t stimulate only the beta cells, providing for their trophism but it also inihibits glucagon-production alpha cells which, responsible of insulin resistance for hyper-gluconeogenesis, and the excess of fatty acids both which are released from the splitting of triglycerides under the action of glucagon, both for the effect against insular effect on all the stages of the biochemical intermediate metabolism
The result is an effect insulin-sensitizing, able to delete the insulin-resistance of diabetic type2, since the hyper-glucagonemia must be regarded as the cause of insulin resistance.
In fact, glucagon, like other hormones against insular effect but not increased in type2 diabetes, acts in the opposite direction, it is due to the action of insulin
The Glucagon sends a great amount of fatty acids in the blood circulation through lipolysis.
Fatty acids competing with glucose for the formation of acetyl-coenzyme A, they allow the entrance of less glucose at muscular level and so the substrate on which it can act on esokinasi or glucokinasi both decreases.
In the liver the passage of glucose is always performed for difference of concentration, so in normal conditions of glucagon block, the transition takes place from the blood to the liver, the same is done in reverse mode when the glucagon activates glycogenolysis and hypergluconeogenesi starting from the glycerol and the amino acids coming from Gluconeogenesys.
There is a condition of fatty acids excess so there is a lower glucose consumption from all the cells (insulin indipendent), since it is to create an excess of fatty acids, whereas the block acted by the GLP-1 Incretin (thanks to Somatostatin), directs the cells to consume more glucose to get the Acetyl-coenzyme-A.
The lost of fatty acids hampers insulin action, directly proportionate to glucagon, so the only way to antagonize this effect is an increased insulin response which it isn’t incretin-mediated and then it causes beta cell apoptosis.
Ignoring these biochemical mechanisms described above about the basis of insulin resistance, in order to heal from type2 diabetes it is necessary to resort to bariatric surgery because there are no other solutions (as bariatric surgeons say).
At this point I would like to point out a way that I have already had the opportunity to experiment simulating what we just said about Bilio-Pancreatic Diversion surgery and the insulin resistance.
It is necessary introducing into the diet all foods rich in fiber (even surpassing the value of 30-40 grams indicated and this recommendation isn’t followed by diabetic patient), moreover a low calories and low sugar diet stimulates minimum “L” cells.
For this reason a diet rich in fiber like vegetables, legumes, small amounts of integral grains, it is possible to create a stimulation of the distal portion of the small intestine with a physiological increase of GLP1- incretin, which allows the reduction of the insulin-resistance and also of the weight, because it nullifies the insulin-resistance and also the leptin resistance (which goes to stimulate adiponectin by reflex).
The overstimulation is also possible via vagal when the same diet requires a greater and intense mastication. About this topic it is advisable reading what is written about the diet for diabetics and obese, of course, always on the same site www.diabeteeipertensione.it
This kind of approach has enabled me to achieve in many patients getting the recovery from type 2 diabetes with normalization of blood glucose and glycated hemoglobin but also the values of insulin resistance, getting physiological hypoglycemia, that is not pharmacologically induced by oral hypoglycemic drugs.
All this is told so others could follow the same path and verify what has just been said and I have already been able to verify, In this way it is possible solving also many cases of essential hypertension secondary to hyperinsulinism due to insulin resistance in subjects not yet diabetic.
The dietary guidelines, first reported, allow a proper functioning of the glucose homeostatic system which is the premise to get the normal insulin levels.
Instead the currently recommended diet by most diabetologists is a low calorie and low sugar diet, but at the same time also poorly incretin mimetic, so there is a low “l” Cells stimulation with the result that always remains altered the ratio between beta and alpha cells and then persists hyperglucagonemy, responsible for insulin resistance and insulin production remains low, so it is necessary pharmacological stimulation with secretagogues that if on one hand it solves hyperglycemia temporarily, at the same time it doesn’t solve the insulin resistance and it also exacerbates the phenomenon of apoptosis of beta cells.
The same incretin mimetics orally can not have luck with a diet so conceived because the substrate of GLP1 is low, while it would be advisable to use them only if they are associated to a diet highly incretin mimetic that is the one recommended by me according to the explanations above.
The soluble fibers, imprisoning food and swelling, subtract a portion of food absorption, allowing for a great amount of food ingested to reach the station where “L” cells are, if they are not stimulated over time, they reduce their number and as consequence there is also the decrease of GLP-1 incretin in diabetics.
Diabetics that are GLP-1 hypo-producers, they become in a very short time hypersensitive to insulin with values around 0.5 after the Bilio-Pancreatic Diversion Surgery, as written above about my patient.
Today the diabetic patients are chronic all life long, after years of hyperinsulinism drug-induced, they need insulin therapy with all the linked problems, expecially in old people because the risk of hypoglycemia creates many problems also quite serious.
The insulin resistance forces in a hyperinsulinism that has impact on the cardio-vascular system and cancers (in this last case it is important to remember that insulin is a growthing factor, as recently published by Professor Bonanni of the IEO and Professor De Censi of Genoa, both oncologists.

apr 3 14

Fisiopatologia del Diabete di Tipo 2

by admin

feb 19 14

Programmi alimentari tipo

by admin

L’articolo è stato scritto dal dott. Ferdinando Carotenuto, medico di Medicina generale a Boscoreale-Napoli 3382692965–Studio 081-8584729

la dieta che viene qui presentata è fatta anche di piatti unici che vengono riportati nella seconda parte

consiglio all’inizio di seguire la dieta fatta da piatti unici,in modo da eliminare alimenti come pasta-pane e riso integrale che invece potranno essere inseriti dopo aver raggiunto il peso ideale e la normalizzazione della glicemia e della emoglobina glicata.

LUNEDI’

A colazione:

  • un caffè senza zucchero
  • latte intero con cacao amaro oppure  yogurt bianco intero (almeno 150 grammi ).
  • possibile aggiungere al latte o allo yogurt  30 grammi di fiocchi di avena integrali.

  • nel latte o nello yogurt  aggiungere 50 grammi di fiocchi di avena integrali,evitando le solite fette biscottate, se subito dopo ci si prepara a fare attività sportiva.

Spuntino della mattinata:

  • un frutto con la buccia (è possibile sostituire il frutto con un bicchiere di yogurt)

A pranzo:

  • zuppa di fagioli (250 grammi) ovviamente cotti
  • pesce (120 grammi)
  • A scelta è possibile associare sempre verdure crude o cotte  a volontà, da mangiare preferibilmente all’inizio del pranzo

Spuntino del pomeriggio:

  • un frutto con la buccia (è possibile sostituire il frutto con un bicchiere di yogurt)

A cena:

  • bresaola (50 grammi)
  • verdure crude o cotte a volontà

MARTEDI’

A colazione:

  • come Lunedì

A pranzo:

  • pasta integrale (50 grammi)
  • 2 uova
  • verdure crude o cotte a volontà

A cena:

  • insalata di ceci (250 grammi)
  • verdure crude o cotte a volontà

MERCOLEDI’

A colazione:

  • come il Lunedì

A pranzo:

  • zuppa di lenticchie (250 grammi)
  • tonno al naturale (100 grammi)
  • verdure cotte o crude

A cena:

  • prosciutto crudo o cotto (50  grammi)
  • verdure crude o cotte a volontà

GIOVEDI’

A pranzo:

  • riso integrale (50 grammi)
  • pesce a scelta (120 grammi)
  • verdure crude o cotte

A cena:

  • insalata di fagioli (250 grammi)
  • verdure crude o cotte

VENERDI’

A pranzo:

  • minestrone di verdure e legumi
  • pollo, tacchino, vitello (120 grammi)
  • verdure crude o cotte

A cena:

  • tonno al naturale (100 grammi)
  • verdure crude o cotte

SABATO

A pranzo:

  • zuppa di ceci (250 grammi)
  • pesce a scelta (120 grammi)
  • verdure crude o cotte

A cena:

  • 2 uova
  • verdure crude o cotte

DOMENICA

A pranzo:

  • pasta integrale (50 grammi)
  • pollo, tacchino, vitello (120 grammi)
  • verdure crude o cotte

A cena:

  • brodo vegetale + stracciatella o minestrone
  • piselli con olio e cipolla
  • verdure crude o cotte

Condimenti:

  • olio
  • limone
  • aceto
  • aglio
  • cipolla
  • sedano
  • carota
  • erbe aromatiche: salvia, basilico, rosmarino, finocchietto, alloro, origano, maggiorana ecc.

NB Per le zuppe di fagioli, ceci e lenticchie: cucinare con olio, sedano, carota, cipolla, pelati.

Per le uova: sode, all’occhio di bue, a frittata (funghi, carciofi, asparagi, cipolla zucchine……)

Per la pasta: condita con pomodoro e basilico, con funghi, con zucchine, con melanzane, con piselli, con asparagi, con pesce

Per il riso: lessato o risotto

Per la carne: cotta alla piastra, arrosto

Per il pesce: azzurro, merluzzo, tonno, seppie, vongole, palombo, rombo, spigola, baccalà, gamberi, pescatrice, filetti………

Sempre per il pesce: cotto alla piastra, al vapore, lessato, al forno

La  pasta: di qualsiasi formato

Le verdure cotte: lessate ,alla griglia, di qualsiasi tipo

Il brodo vegetale con: sedano, carota, cipolla, pomodoro

La stracciatella: con uova e parmigiano

Le verdure crude: lattuga, scarola, radicchio, peperoni, finocchi, cetrioli, carciofi, zucchine, sedano, pomodori, ecc.

La frutta:mele, pere (con la buccia), agrumi (con la parte bianca)

Olio extra vergine di oliva: 2 cucchiai

Pane: 2 fette di pane integrale.

E’ possibile utilizzare i semi oleosi come noci, nocciole, mandorle, purchè in minima quantità. E’ più conveniente utilizzare i semi di zucca che consentono una notevole masticazione e stimolano intensamente il sistema incretinico.

Faccio notare che le quantità consigliate sono in rapporto all’attività del soggetto; per cui, se si ha ancora fame,è possibile integrare sempre con gli stessi alimenti. Si può aumentare la quota di latte e di yogurt, si può mangiare più di un frutto, si può aumentare la quota di pasta da 50 a 100 g. Importante è, però, scegliere sempre tra i cibi integrali in modo da non falsare la risposta omeostatica dell’organismo.

La pasta integrale può essere condita con funghi, con olive, con cozze, vongole, calamaretti oppure con alici, o con carne macinata magra. E’ possibile condirla con patè di cuori di carciofi frullati.

Utilizzare, al posto del sale raffinato, il sale iodato; ancora meglio il sale marino integrale.

Il primo e il secondo possono essere  sostituiti con un piatto unico tipo:

  • zuppa di fagioli con seppie e calamaretti
  • zuppa di fagioli con funghi e vongole
  • zuppa di fagioli con polipo
  • zuppa di ceci con vongole e funghi
  • zuppa di fagioli con broccoletti
  • zuppa di lenticchie e broccoletti
  • zuppa di ceci e funghi
  • zuppa di lenticchie e carciofi
  • insalata di seppie e fagioli
  • insalata di tonno con funghi e piselli
  • insalata di fagioli con pomodori
  • insalata di polipi e fagioli
  • insalata di fagioli e tonno
  • insalata di ceci, calamari, rucola, pomodori secchi
  • insalata di gamberetti, piselli, carciofi
  • insalata di fagioli, gamberetti, radicchio, pomodorini
  • insalata di fagioli, calamari, rucola, pomodori, sedano
  • insalata di fagioli, rucola, pomodorini, gamberetti, cozze
  • insalata di ceci, fagioli, gamberetti, pomodori secchi
  • frittata con i fagioli o con i piselli
  • uova sode con ceci e rucola
  • insalata di ceci, rucola, carciofi
  • insalata di ceci, calamaretti, pomodorini
  • baccalà con ceci e fagioli
  • calamari ripieni di piselli
  • palombo con piselli
  • spigola, orata, rana pescatrice con ceci e fagioli
  • zuppa di cozze e ceci
  • zuppa di fagioli e scarola
  • zuppa di fagioli, ceci, funghi
  • insalata di gamberetti e fagioli
  • insalata di fagioli e cozze
  • insalata di calamari, ceci e rucola con pomodori
  • insalata di ceci e cavolfiori
  • insalata di tonno e lenticchie
  • insalata mare con taccole e uova sode
  • taccole con noci e radicchio
  • taccole con carciofi e zucchine
  • zuppa di fagioli, lenticchie, ceci con cime di rapa
  • filetti di sgombro con fagioli e piselli
  • filetti di merluzzo con piselli
  • insalata di tonno e fagiolini
  • baccalà con piselli
  • insalata di lenticchie, radicchio, noci
  • insalata di lenticchie, olive, uova sode
  • insalata di ceci e finocchi
  • insalata di piselli, fagiolini, funghi, uova sode
  • insalata di taccole, seppie, carciofi
  • insalata di taccole,gamberetti, calamaretti
  • filetti di pesce con pomodori, ceci, fagioli e fagiolini
  • insalata di germogli di soia, finocchi, carote, uova sode
  • insalata di germogli di soia,radicchio,carote
  • insalata di germogli di soia, piselli, ravanelli
  • insalata di germogli di soia, sedano, cipolla, gamberetti
  • insalata di germogli di soia, finocchi, olive, capperi e acciughe.
  • agnello con fave o piselli o fagioli
  • manzo con fagioli o lenticchie
  • pollo con ceci o fagioli
  • insalata di pollo con ceci o fagioli o lenticchie
  • frittata con uova e piselli